IL CONTE DI MONTECRISTO, Alexandre Dumas
IL CONTE DI MONTECRISTO, Alexandre Dumas
Un libro incredibile, un'esperienza totalizzante; personaggi che entrano nella tua quotidianità e che non vorranno uscirne più.
Edmond Dantès è un ragazzo con una vita felice e paga ad attenderlo: ha un padre che lo ama, una fidanzata che non vede l'ora di sposarlo, un capo che lo stima e che non aspetta altro che promuoverlo a capitano della nave su cui lavora. E' giovane, ma ma la sua vita sembra essere scritta, e lui non vede l'ora di viverla.
Purtroppo, la gelosia, la cattiveria e la vigliaccheria di alcuni personaggi sgradevoli intorno a lui, porteranno ad uno stravolgimento del suo destino. Edmond si trova arrestato, e poi recluso nelle segrete del Castello d'If, senza saperne il motivo. L'accusa è di bonapartismo.
Il tempo passa, la rabbia cresce insieme alla frustrazione e ad un incredibile Voglia di vendetta. Dopo tanta sofferenza, la fortuna sembra nuovamente arridere al giovane, che non ha più limiti alle sue mire di rivincita.
Il conte di Montecristo è uno di quei libri di cui tutti abbiamo sentito parlare, magari ne conosciamo uno o due particolari, ma quasi nessuno sa per davvero di cosa parla, fino a che non ci si approccia. Io da parte mia lo avevo studiato al liceo in modo molto superficiale, e poi ho passato la vita ad ignorarlo pensando di imbattermi in un mattone incredibile. Negli ultimi anni, molte persone di fiducia lo hanno letto e me lo hanno consigliato sempre con toni entusiasti. Cosi, l'anno scorso, ho finalmente deciso di acquistarlo e a inizio febbraio, stanca di vedere quelle 1200 pagine fissarmi con insistenza dalla libreria, l'ho iniziato.
Fin dalle prime pagine la storia ingrana, pur iniziando lenta e molto descrittiva. Si conoscono Edmond, Mercedes, Morrel... si ha modo di assistere a tutto l'infame scherzo che porterà al giovane marinaio tanti guai, e soprattutto di sviluppare, prima di lui, una sensazione di rancore e di ingiustizia che ci porteremo avanti per un bel po'.
Ma quando la fortuna inizia a girare per Edmond, e parte così il suo piano di vendetta, da lì è impossibile anche solo staccarsi per prendere una boccata d'aria. Il conte di Montecristo SI RESPIRA.
Ci sono lungo il romanzo diverse parti descrittive, che però sono talmente immersive che è impossibile stancarsene. Con i personaggi viaggiamo a Roma, a Parigi, a Auteuil, sull'isola di Montecristo; visitiamo le loro dimore e viaggiamo sulle loro carrozze; origliamo i loro discorsi, sorridiamo con loro, piangiamo con loro.
Le macchinazioni che il protagonista mette in atto per i suoi piani hanno dell'incredibile; l'intelligenza, la pazienza e la capacità di lungimiranza di Edmond sono semplicemente leggendarie. I personaggi alter ego che si crea per poter portare a termine le sue missioni, sono uno più incredibile dell'altro e tutti assolutamente epici (il mio preferito è Sinbad il marinaio, ovviamente). Quando si iniziano ad unire i puntini, quando si tirano le fila dei vari intrecci, è impossibile non correre indietro nel tempo (o nelle pagine) per vedere quanto tempo è passato dal primo piccolo semino piantato, semino che ora è diventato una foresta di soddisfazioni e di godimento.
Ma il Conte di Montecristo non è solo vendetta. E' sentimento, è affetto, è riconoscenza, è crescita personale. Edmond è terribile con chi se lo merita, ma anche incredibilmente generoso con chi ha fatto e continua a fare del bene. Non ha limiti, non ha confini; o almeno, pensa di non averne.
L'appagamento che ho provato in alcuni momenti salienti della storia, penso di averli provati raramente in un libro prima; per me al livello di alcune delle scene più mitiche del Trono di spade (che, ricordiamolo sempre, ha 7 STAGIONI). Ma alla fine sentiamo anche altro: pienezza, gioia, anche una grande commozione.
Quando, svoltata l'ultima pagina, ho realizzato tutto quello che avevo vissuto; gli anni in cui avevo seguito il Conte, i suoi alter ego, i suoi amici e i suoi acerrimi nemici; le loro storie, le loro avventure, le loro sventure... ho capito che difficilmente sarei riuscita a staccarmi da questo libro senza che una parte di esso rimanesse attaccato alle mie viscere. Il conte di Montecristo è un libro lungo, e sicuramente complesso, ma assolutamente non complicato. Ci sono tanti personaggi, tanti eventi, tanti nomi, ma vi assicuro che è incredibile come ognuno di questi vi entri nella testa al primo colpo; sareste sorpresi come, dopo 800 pagine, ancora vi ricorderete senza problemi un evento o un nome citato nelle prime 100 pagine. E terminate le 1200 pagine, tutto nella vostra mente sarà perfettamente chiaro e lineare. E' una lettura che si vive, che trasporta il lettore dentro di sé e lo tiene lì, come uno spettatore vivo dell'esistenza di tutti quegli incredibili personaggi.
Mi mancherà tutto: Edmond, soprattutto, ma anche il leale Albert, il dolce Maximilien, l'intraprendente Eugenie, la coraggiosa Valentine e il nonno Noirtier, lo spregiudicato Luigi Vampa. Tutti.
Sapevo di non essere pronta a lasciare questa storia ben prima di finirla. E ora che l'ho conclusa sento dentro di me un incredibile vuoto, ma anche una tale straordinaria sensazione di calore, di totalità, di sazietà, che non posso che essere estremamente grata per il viaggio appena ultimato.
Prendetevi il vostro tempo, non abbiate fretta, non forzatevi... ma prima o poi, quando vi sentirete pronti, leggete Il conte di Montecristo, perché ne varrà la pena.


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