L'ALBA SULLA MIETITURA, Suzanne Collins
Finalmente un prequel degno di esistere e di essere definito tale.
Quando, qualche anno fa, venne pubblicato il primo prequel di Hunger games, "Ballata dell'usignolo e del serpente", la storia di Coriolanus Snow, ricordo che ero tremendamente eccitata. Ho amato la trilogia originale ed ero felicissima di poter tornare nei distretti, e di scoprire un passato che avevamo solo sentito nominare. Purtroppo, le mie altissime aspettative, erano state in gran parte deluse quando avevo finalmente letto il libro. Non mi era dispiaciuto, mi aveva tutto sommato intrattenuta, ma era oggettivamente una storia debole, diluita, e piena di difetti. La parte centrale mi aveva annoiata molto e, personalmente, credo che l'unica cosa davvero valida del libro fossero i riferimenti alla saga originale e la spiegazione dell'origine di alcuni elementi fondamentali nella trilogia. Per il resto, fuffa.
Quindi, quando è stato annunciato il nuovo prequel, incentrato sul personaggio di Haymitch Abernathy (che guarda caso è anche uno dei personaggi preferiti) la mia paura era tanta e, la mia parte razionale cercava di mantenere le mie aspettative molto basse per il terrore di una nuova grossa delusione. Per questo motivo ho anche atteso parecchio prima di approcciarmici.
Ebbene, amici; ora che l'ho finito posso dirvi una cosa: QUESTO LIBRO NON PUO' DELUDERE. Finalmente è tornata la zia Suzy che conoscevamo. Una storia credibile, coerente, emozionante e perfettamente funzionante.
Il libro inizia con un Haymitch giovanissimo, nel dodicesimo distretto, dove vive insieme alla madre e al fratellino, e dove vive la sua prima storia d'amore con la dolce Lenore Dove. In seguito ad un tragico scherzo del destino (e all'incommensurabile cattiveria di Capitol City, come sempre) il ragazzo si trova ad essere uno dei quattro tributi per la 25esima edizione degli Hunger Games, quella della memoria; in cui, per l'occasione, vengono appunto sorteggiati 4 partecipanti al posto di 2. Haymitch si troverà a gareggiare insieme alla piccola Louella, al pragmatico Wyatt, e alla snob Maysilee. E si, ognuno di loro si rivelerà ovviamente diverso da quello che sembra e piangerete per la morte di ognuno di loro (non è uno spoiler, amici, tutti muoiono. Credo fosse chiaro, no?).
Di questo libro ho amato pressoché tutto. Superata la parte iniziale, nella quale ho riscontrato alcuni elementi un po' troppo simili alle opere precedenti, inizia una storia incredibile dalla quale è impossibile staccarsi: strategie, azione, lacrime, godimento, rabbia. C'è tutto. TUTTO.
Anche in questo libro ci sono innegabili inserimenti fan service, ma la cosa bella è che sono stati aggiunti in maniera talmente intelligente da non sembrare nemmeno tali. Troviamo personaggi che abbiamo imparato a conoscere nella trilogia, quando ancora non erano chi diventeranno poi. Impariamo a conoscere Haymitch, e lo seguiamo nella sua evoluzione verso la persona che è quando conosce Katniss. E, vi giuro, ogni cambiamento, ogni piccola virgola, ha perfettamente senso.
Ho pianto? Assolutamente si. Tante cose te l
e puoi aspettare, o già le sai, ma questo non ti impedisce affatto di soffrire. Di avere il cuore spezzato a metà.
Pure l'epilogo è perfetto in questo libro, giuro. Non sapevo di avere bisogno di quello che ho letto... finché l'ho letto. E ho capito che non poteva esistere conclusione migliore di quella.
Fidatevi amici. Se avete amato la trilogia di Hunger Games. Se vi manca quel clima di rivoluzione, di ribellione. Se vi manca un personaggio cazzuto. Se avete voglia di arrabbiarvi, ma davvero. Se avete anche solo nostalgia dell'arena o dei distretti... beh, leggete questo libro. Non rimarrete delusi, ve lo prometto.


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