POMODORI VERDI FRITTI AL CAFFE' DI WHISTLE STOP, Fannie Flag 🐝
Diamo il benvenuto a quello che probabilmente è uno dei libri più belli letti nel 2025 (forse, al momento, il più bello).
Un libro oramai classico, conosciutissimo e sempre molto apprezzato. E' rimasto nella mia wishlist davvero a lungo, fino a che qualche settimana fa, a Torino, ho avuto l'ispirazione e ho deciso finalmente di acquistarlo. Da lì, decidere di leggerlo a settembre è stato davvero semplice (ho sempre pensato fosse un libro perfetto per questo periodo di passaggio tra l'estate e l'autunno). E infatti credo che l'universo mi abbia comunicato bene, perché è stata una lettura adatta a me, al periodo, e al mio mood. Una manna scesa dal cielo, insomma.
Ma parliamo del libro, non di me.
TRAMA:
Evelyn è una donna infelice, triste e frustrata. Ogni domenica, è costretta dal marito ad andare a trovare la suocera (per cui non prova molta simpatia) alla pensione in cui è ospitata. Ma una domenica, si imbatte (in un tentativo di fuga dalla madre del marito) in una simpatica vecchietta che, a quanto pare, non aspettava altro che avere a sua disposizione un interlocutore, qualcuno che la ascoltasse e a cui potesse affidare i suoi preziosi ricordi del passato a Whistle Stop.
Parte così una stramba ed inaspettata amicizia tra le due donne; Evelyn si trova a conoscere storie di persone che non ha mai conosciuto (e che oramai non ci sono più), ma che inizia a sentire estremamente vicine a sè. Persone che inizierà a considerare come amici perduti, e soprattutto a cui dovrà essere estremamente grata per gli insegnamenti che le hanno regalato, a distanza di anni.
Questo è un libro di narrazione familiare, ma anche di crescita personale, in cui c'è anche un piccolo mistero da risolvere. Qua si ride, si piange (io, personalmente, assai), ci si arrabbia anche un po'.
Ma parliamo della struttura della narrazione, che ho trovato molto interessante.
STRUTTURA DELLA NARRAZIONE:
I capitoli sono tutti molto brevi, cosa che indubbiamente aiuta il lettore a restare incollato alle pagine e a divorare, di fatto, l'intero libro in pochi giorni (per poi pentirsene, perché vi assicuro che una volta svoltata l'ultima pagina tutto quanto vi mancherà infinitamente).
I piani temporali su cui si tiene la narrazione sono diversi, non è affatto una struttura in ordine cronologico ed ordinata. I capitoli ambientati nel presente (1986) vedono Evelyn alla pensione insieme alla Signora Threadgoode, che condividono i loro momenti tra ricordi del passato e squisite leccornie.
Il passato è narrato invece su più linee temporali: Si parte dal 1929 per arrivare sino alla fine degli anni 60, non necessariamente in questo ordine. Gli eventi del passato, infatti, non sono lineari ma raccontati con un collegamento logico, si, ma essenzialmente randomico. L'autrice non vuole raccontare l'evoluzione degli eventi o le conseguenze degli stesso, ma solo mettere luce su alcuni particolari accadimenti che sono poi quelli fondamentali della loro storia. Così, si passa magari da un matrimonio negli anni 30, ad un funerale negli anni 50, per poi tornare ad una tranquilla giornata dei primi anni 40. Tutto ciò comunque non rende mai la narrazione confusionaria o difficile da seguire, anzi. Si ha proprio l'impressione di vedere come dei flashback, di seguire una storia sbirciando in diversi punti della sua evoluzione.
Infine, ci sono capitoli brevissimi che riportano il bollettino settimanale della signora Dot Weems (sempre ambientati nel passato); questi in particolare li ho adorati perché sono sempre molto ermetici e buffi, sottolineando aspetti della quotidianità assolutamente adorabili.
I TEMI DEL LIBRO:
Questo libro tratta una serie di tematiche differenti, e tutte molto importanti, presentandole tutte come semplici eventi e senza mai far "pesare" la loro presenza. Si tratta del razzismo, del Ku Klux Klan, del bullismo, della violenza di genere, del divorzio, dell'amore in tutte le sue forme.
E' un libro che non mi pento di definire femminista; il tema viene fuori in più forme: donne forti, indipendenti, autonome, che non hanno paura di mostrare chi sono realmente e che non vengono giudicate per questo ma anzi, ammirate e benvolute. I cardini di questa tematica sono sicuramente Eddie, Eva Bates ed Evelyn; ma in realtà io ho notato questa volontà di espressione anche in tanti piccoli dettagli, piccole frasi, piccoli momenti. Ed ho apprezzato ciascuno di essi.
Alcuni termini e alcune sensibilità sono figlie del tempo in cui è stato scritto (anni 80) ma per l'epoca l'ho trovato estremamente moderno e all'avanguardia (diciamo che conosco, non per mia felicità, persone che ancora oggi hanno pensieri e usano linguaggi ben più retrogradi dei personaggi di questo libro).
I PERSONAGGI:
I personaggi sono assolutamente il punto forte di questa storia. Gli eventi non sono così significativi da prendere il sopravvento su chi, invece, li sta vivendo. Ogni personaggio è caratterizzato in modo semplice, ma estremamente efficace. Insieme ad Evelyn ti trovi a conoscere persone che non hai mai visto, vieni catapultato in mezzo alla storia senza presentazioni o preamboli, e senza accorgertene entri a far parte della famiglia, inizi a voler loro bene e a preoccupartene come se fossero parenti tuoi.
Idgie e Ruth sono sicuramente le due protagoniste del passato, quelle a cui gira intorno la storia. Entrambe cresciute nella famiglia Threadgoode, la più rispettata e benvoluta di tutta Whistle Stop. Loro diventeranno le proprietarie del celebre Caffè che sarà il centro dell'azione della cittadina. Ma vicino a loro ci sono tantissime altre personalità fondamentali al racconto: familiari, amici, vicini di casa. Quella che viene raccontata è l'intera quotidianità di Whistle Stop, tra lieti eventi, tragedie, piccoli scherzi, vendette e grandi segreti. Seguiamo la storia di un manipolo di personaggi meravigliosi, così vivi da essere reali, e a cui è impossibile non affezionarsi.
Allo stesso tempo, in modo assolutamente speculare, è impossibile non entrare in grande sintonia con Evelyn, con la sua crescita personale e con l'affetto che poco a poco la unisce sempre di più all'anziana signora Threadgoode. Una storia di amicizia davvero unica, che mi ha fatto commuovere e sorridere più di una volta. Un rapporto che, davvero, fa bene al cuore.
LE SENSAZIONI:
Ho AMATO questo libro. In meno di 400 pagine è riuscito a trasportarmi in un mondo nuovo, a farmi conoscere tantissime persone (di due epoche diverse) e a farmi emozionare per ciascuna di esse.
Il tema del femminismo e dell'indipendenza femminile sono sicuramente quelli che ho sentito più vicini a me (per ovvi motivi) ma mi sono anche molto emozionata ed arrabbiata per tutti gli eventi legati alla segregazione razziale e alla discriminazione in generale.
E' un libro per cui mi sono commossa più volte, per poi arrivare alla parte finale e versare letteralmente tutte le mie lacrime. Un libro sicuramente triste, per certi versi, ma che in realtà trasmette un messaggio talmente bello e positivo da far passare quasi in secondo piano tutto il resto. Piangi, si, ma lo fai con il sorriso. Piangi perché ti mancheranno tutti, perché in poche pagine ogni singolo personaggio era entrato a far parte di te. Ma sorridi, perché sai che la loro storia ti ha cambiata profondamente e che quindi, in qualche modo, rimarranno per sempre dentro di te.
Inutile dire che ora non vedo l'ora di recuperare il film (che so essere un ottimo prodotto, piuttosto fedele al libro), cosi da poter rivivere tutta questa meravigliosa storia anche da una nuova prospettiva.
Se non avete ancora letto questo libro, fatelo. Fidatevi.


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